| CROCIFISSIONE- Girolamo Sellari, detto ''Girolamo da Carpi'' |
| tavola; cm 53x43 |
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Apice della produzione matura di Girolamo da Carpi, la tela restituisce un'immagine drammatica del Calvario nella quale i corpi di Cristo e dei ladroni sono illuminati dalla luce violenta che squarcia il cielo temporalesco.In primo piano, al composto e nobilissimo compianto delle Marie e del San Giovanni, accostati tra di loro come in un bassorilievo romano, fa da contrappunto sulla destra la rissa selvaggia dei soldati che si contendono la tunica di Cristo. La stillante lucentezza della pennellata, che si accende di bagliori nel paesaggio boscoso del fondo, improvvisamente scoperto dalla luce del temporale, e la conduzione plastica con cui le figure sono sbalzate mostrano al grado piu' alto di quali veleni sottilmente anticlassici si nutrisse l'eloquio dell'artista ferrarese. L'immagine non riuscira' facilmente dimenticabile in virtu' dell'urgenza espressiva e drammatica che la stravolge, cos“ da accostare a brani di bellezza arcana e quasi ellenistica, altri dove predomina un'umanita' sfrenata e violenta. E' evidente che, dopo l'attenzione accordata a Raffaello e a Parmigianino, Girolamo cerca ora altri modelli che soccorrano ad un'immaginazione torbida e fortemente patetica, trovandoli in Giulio Romano. Tutto il gruppo dei soldati che si azzuffano per le vesti di Cristo, nonche' la figura inturbantata che sporge oltre il dosso, derivano ad evidenza dalla famosa incisione di Luca di Leyda raffigurante il Calvario. La pratica di riferirsi alle incisioni nordiche si alimenta su un fondo di propensioni inquiete e anticlassiche, nelle quali non e' illecito cogliere larvate simpatie per la religiosita' riformata, negli anni in cui si apriva il Concilio di Trento. |
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