GIUDITTA CON LA TESTA DI OLOFERNE, Giacomo Cavedoni
tela, cm. 112x115

 

 

L'eroina biblica e' ritratta mentre ripone la testa dell'ucciso Oloferne nel sacco tenutole aperto dalla servente. Questo dipinto puo' essere riferito al periodo piu' intenso di Giacomo Cavedoni, da contenere entro la fine del secondo decennio del secolo, quando agiscono ancora rimandi al naturalismo romano e alla cultura veneta tizianesca.

E' evidente infatti anche in questo caso che il taglio della composizione, con i personaggi a mezza figura fortemente ravvicinati, e l'immediatezza della situazione, con il volgersi repentino dell'eroina per sincerarsi che nessuno l'abbia scorta nel suo atto, rimandano ad analoghe invenzioni di ambito caravaggesco. La larghezza cromatica e la pastosita' della pennellata non possono non ricordare la pittura veneziana del '500.