TANCREDI BATTEZZA CLORINDA, Michele Desubleo
tela, cm. 210x254

 

 

Dopo aver affrontato, senza riconoscerla, e ferito a morte Clorinda, di cui era innamorato, Tancredi la converte alla fede cristiana battezzandola con l'acqua attinta nell'elmo (Gerusalemme Liberata, XII).

Il dipinto rappresenta uno degli esiti estremi di Michele Desubleo, giacche'esso si puo'confrontare con precisione con la Madonna e santi tuttora nel Duomo di Parma, dove l'artista risiedette a partire almeno dal 1666. Come in tutta la sua produzione tarda, a partire dai dipinti veneziani, il Desubleo, manifesta un certo irrigidimento e un venir meno delle piu'raffinate prerogative che avevano connotato le opere della sua piena maturita'

Ma anche in questo caso certi modi insistentemente descrittivi vengono riscattati dalla sempre nobile e persuasiva forza dell'invenzione e dai gesti eloquenti dei personaggi, intenti a rappresentare l'episodio tassesco come sulla ribalta fortemente illuminata di un teatro d'opera.