Giovan Gioseffo Dal Sole

Bologna, 1654 - 1719

Figlio del paesista Antonio Maria, fu avviato alla pittura dal Canuti, ma preferi' passare poi, con lo scultore amico Giuseppe Mazza, nell'accademia aperta nel proprio palazzo dal conte Fava. Il suo perfezionamento avvenne pero' nella bottega di Lorenzo Pasinelli, al quale lo raccomando' lo stesso Fava (1672). Nel 1686 lavora a Parma col quadraturista Aldrovandini e poco dopo viene chiamato ad affrescare palazzo Mansi a Lucca, dove propone 'una precoce assunzione di motivi delibatissimi di cerimoniale arcadico e, quasi, di poetica galante' (Volpe). Risalgono al 1692 gli affreschi nella cupola di Santa Maria dei Poveri a Bologna, dove gli e' accanto il Mazza. La riflessione su Ludovico Carracci e sul Reni si coglie nella filtrata eleganza della pala con la Trinita' dipinta nel 1700 per la chiesa del Suffragio di Imola.

Morte di Priamo

 

Michele Desubleo (Michel Desoubleay)

Maubege, 1602 - Parma, 1676

Dopo un apprendistato nella bottega di Abraham Janssens, segui' a Roma il fratellastro Nicolas Renier, che vi e' documentato dal 1621 al 1625. Intorno al 1630 passa a Bologna nella bottega di Guido Reni. L'incontro tra il lucido naturalismo conosciuto a Roma nella cerchia dei caravaggeschi con l'idealismo di Guido connota la sua produzione pittorica, svolta all'insegna di una sorprendente sostenutezza inventiva e qualitativa. Tra le opere spettanti al soggiorno bolognese, dopo le due tele raffiguranti Apollo e Diana delle Collezioni Comunali di Bologna, vanno annoverate la bella Sacra famiglia di Borgo Panigale, eseguita nel 1640, e la tela raffigurante Cristo che scende tra i poveri assistiti da Sant'Agostino ora in San Giacomo a Bologna, databile al 1646. Ma e' soprattutto nel campo della pittura ''da stanza'' che puo' esprimersi il suo gusto elegante e coltissimo, dalla Venere e Adone della Apsley House di Londra, al Tancredi e Clorinda eseguito nel 1641 per il Granduca di Toscana (Firenze, Gallerie), all'Ercole e Onfale della Pinacoteca di Siena. Sul principio degli anni cinquanta egli e' attivo per Modena, dove licenzia il bellissimo Sogno di San Giuseppe tuttora nella chiesa del Paradisino e il San Francesco in estasi per la chiesa annessa al Palazzo Ducale di Sassuolo, spedito nel 1654 da Venezia. La fine della sua carriera si svolge a Parma, dove e' documentato dal 1666.

Madonna della rosa

Tancredi battezza Clorinda