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Bonaventura Lamberti Carpi, 1652 - Roma, 1721 Dovette frequentare inizialmente l'ambiente modenese accostandosi in particolar modo allo Stringa. Risulto' decisivo per la sua formazione il discipulato bolognese presso Carlo Cignani, accanto al quale e' documentato dal 1676 al 1682. Una volta tornato in patria, le commissioni gli giunsero numerose per le chiese di Carpi (Madonna e santi, ora nel Museo Civico; San Francesco Saverio battezza i re indiani; Sant'Ignazio, databile al 1689). Durante il soggiorno a Roma, avviato nel 1689, venne in contatto con la tradizione degli allievi di Carlo Maratta, distinguendosene tuttavia per il significato emiliano del suo classicismo. Fu attivo in palazzi nobiliari come quelli dei Gabrielli e dei Taverna, nonche' per numerose chiese (Uccisione di San Pietro Martire, Santa Maria sopra Minerva; Annunciazione, San Luigi dei Francesi; Miracolo di San Francesco di Paola, Santo Spirito dei Napoletani). Predica di San Francesco di Sales
Ludovico Lana Codigoro, 1597 - Modena, 1646 Secondo il suo biografo Baruffaldi, si formo' a Ferrara nello scuola dello Scarsellino. Un'eco della sua prima educazione si coglie ancora nelle opere licenziate subito dopo il suo trasferimento a Modena (1619 circa), come le Storie dei santi Francesco Saverio e Ignazio di Loyola nelle cantorie lungo la navata di San Bartolomeo e la grande tela con il Martirio di tre santi in San Pietro. Su queste premesse si innestano le suggestioni della contemporanea pittura bolognese, animata dalla stimolante dialettica fra l'idealismo reniano e il vibrante naturalismo del Guercino. La sua attivitˆ si esplica in gran parte per la corte estense con dipinti di soggetto profano. Ricordiamo l'Erminia e Tancredi del Museo Civico di Modena e la Morte di Icaro della Galleria Doria Pamphilj di Roma. Nella produzione matura prende il sopravvento la tendenza ad una composizione piu' aulica e complessa di stampo reniano (Gonfalone del Palazzo Comunale di Modena, 1633; Pala del Voto, Chiesa del Voto, 1636; Nativitˆ della Vergine, giˆ in San Domenico a Modena, ora nella Pinacoteca di Cento). San Sebastiano curato da Irene
Pietro di Giovanni Lianori Bologna, documentato dal 1428 al 1460 Noto attraverso un certo numero di opere firmate, rappresenta gli intendimenti piu' stabilmente conservatori e di retaggio ancora trecentesco nella cultura bolognese della prima metˆ del '400. Se nel 1428 egli appare in documentato rapporto con Giovanni da Modena (entrambi sono pagati per la pittura dei vessilli del Gonfaloniere e del Comune di Bologna), le opere sicure lo mostrano di fatto legato all'insegnamento di Lippo di Dalmasio e di Jacopo di Paolo. Tra esse vanno annoverate, tutte a Bologna, la Madonna col Bambino nel Museo di San Giuseppe, datata 1436, il polittico con la Madonna e i Santi Girolamo e Petronio, datato 1443, e il Crocifisso ligneo, segnato da un ormai stanco e vacuo professionismo nella Pinacoteca Nazionale.
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