Bartolomeo Schedoni

Modena, 1578 - Parma, 1615

Fu nel 1595 a Roma nella bottega di Federico Zuccari, ma la sua cifra espressiva appare influenzata piuttosto dalla cultura bolognese rinnovata dai Carracci. Fra il 1602 e il 1606 lavora per la corte estense di Modena; nel 1607 partecipa con Ercole dell'Abate alla decorazione con tele riportate del soffitto della Sala del Consiglio nel Palazzo Comunale. La sua gamma cromatica, squillante di colori, si rannuvola via via, attraverso un piu' serrato confronto con Ludovico Carracci. In opere come l'Annunciazione di Formigine o la Madonna e Santi, eseguita per la parrocchiale di Fanano, ma subito pretesa per se' da Ranuccio Farnese (1608), il ricupero di Correggio, che resta una delle costanti del percorso di Schedoni, si attua attraverso l'intenso chiaroscuro di Ludovico. Dal 1608 diviene pittore di corte di Ranuccio Farnese a Parma; numerosi dipinti di committenza farnesiana si trovano ora nella Pinacoteca di Capodimonte a Napoli. La sua opera godette di una straordinaria fortuna, al punto da dar luogo a una serie enorme di derivazioni e di copie, che rendono oltremodo difficile la ricomposizione del suo catalogo.

Madonna col Bambino

 

Girolamo Sellari, detto Girolamo da Carpi

Ferrara, 1501- 1556

Dopo essersi educato a Ferrara nella bottega del Garofalo, nel '25 e' a Bologna dove viene incaricato, insieme a Biagio Pupini, di decorare la Sagrestia di San Michele in Bosco. Nelle opere di questi anni le connotazioni proprie del raffaellismo emiliano vengono riproposte attraverso un'inquietudine atmosferica di rimando veneto. Il seguito della sua produzione lo vede di fatto evolversi e accogliere spunti ben intesi dal Parmigianino, scampato nel 1527 a Bologna dal Sacco di Roma. A partire dalla grande Adorazione dei magi in San Martino a Bologna, si mostra propenso a inturgidire il proprio eloquio sulla base dell'esempio che gli viene da Giulio Romano. Nel corso degli anni '30 divide la sua operosita' tra Bologna e Ferrara, dove e' attivo anche come architetto (Palazzo Naselli Crispi, 1531-37). A Ferrara decora insieme al Garofalo la chiesa di San Giorgio e viene largamente impegnato dagli Estensi per quadri di soggetto profano da collocare in nuovi ambienti del castello (Il Caso e la Pazienza, il Ratto di Ganimede, Galatea, tutti conservati ora nella GemŠldegalerie di Dresda).

Santa Cecilia

Crocifissione

 

Simone Di Filippo, detto ''Simone Dei Crocifissi''

Bologna, notizie dal 1355 - morto nel 1399

Denominato 'dei Crocifissi' in epoca di Controriforma, quando si afferma una lettura dei ''primitivi'' in chiave devozionale e pietistica, dovette educarsi nel solco di Vitale da Bologna. Fin dalle prime prove nell'oratorio suburbano di Mezzaratta, dove e' attivo intorno al 1350-60 con altri allievi di Vitale, si segnala per una interpretazione in chiave rustica e vivacemente narrativa della lezione di ricercata eleganza del maestro, nella quale prevalgono accenti di aspra e quasi sgarbata espressivita'. La sua produzione e' contrassegnata da poche date sicure: Pietą, Bologna, Museo Davia Bargellini, 1368; Crocifisso, Bologna, Chiesa di San Giacomo, 1370; Madonna col Bambino per Giovanni da Piacenza, Bologna, Opera Pia Zoni, 1382.

Sei immagini di Santi: Agata, Caterina, Domenico, Dorotea, Nicola di Bari e Floriano

 

Francesco Antonio Simonini

Parma, 1686 - Venezia o Firenze, dopo il 1755

Ragguardevole figura di battaglista, dopo un primo apprendistato a Parma presso il Brescianino e lo Spolverini, si traferisce poi a Firenze e a Roma, dove ha modo di studiare le opere del Borgognone. Dopo aver lavorato per un certo periodo a Bologna, approda a Venezia e tra il 1733 e il 1741 lavora per il maresciallo Giovanni Mattia won Schulemburg. Oltre che come pittore di cavalletto opera anche come frescante lavorando in palazzo Cappello a Venezia e nella villa Pisani a Stra'. Per lo Schulemburg esplica anche le mansioni di consulente artistico e di restauratore e, alla sua morte (1749), si trasferisce a Firenze, dove forse muore.

Esercito in marcia

 

Ilario Spolverini

Parma, 1657-1734

Fu allievo di Francesco Monti detto il Brescianino, un artista specializzato nelle battaglie per essere stato scolaro a sua volta del Borgognone. Dal 1695 e' pittore di corte di Ranuccio II Farnese; con questa qualifica egli e' tenuto a praticare diversi generi, dalla pittura sacra, alla copia da dipinti antichi, al ritratto. Ma e' soprattutto nelle battaglie e nei dipinti che ricordano feste o avvenimenti importanti della corte che si manifesta il suo talento, com'e' il caso della serie raffigurante Le nozze di Elisabetta Farnese con Filippo V re di Spagna, avvenute per procura nel 1714 (Parma, Municipio).

Battaglia

 

Francesco Stringa

Modena, 1635 - 1709

Anche se lo stesso artista si dichiaro' allievo di Ludovico Lana, la notizia va meglio intesa, nel senso che egli si formo' sulle opere di quel maestro, cosi' come sullo studio dei celebri quadri della Galleria Estense, di cui tenne la carica di sovrintendente dal 1661. L'appassionata ammirazione per i grandi maestri della cultura emiliana, dai Carracci a Guercino, a Lanfranco, a Reni e' infatti alla base delle sue migliori creazioni, senza che il rimando a quei modelli assuma mai un carattere di vuota esercitazione accademica. Nascono cosi', dopo la collaborazione alla decorazione del Pantheon Atestinum (1663), capolavori come l'Assunzione (1668) in San Carlo o i quadri che decorano l'abside della chiesa del Voto a Modena, fino alla composta e dolente Crocifissione ora a Baggiovara (1675). Il confronto col classicismo bolognese, ineludibile per le ambizioni culturali della corte estense, detta le opere della tarda maturita', come la pala nel Museo Civico di Carpi, il Miracolo di Soriano di Finale Emilia e la decorazione del Palazzo Ducale di Modena, eseguita in concorrenza col Franceschini (1695-1696).

Redentore benedicente