|
Francesco Vellani Modena, 1688 - 1768 Fu allievo a Bologna di Giovan Gioseffo Dal Sole, nella linea del quale si esprime la sua prima opera datata, la pala con Madonna e Santi nella chiesa modenese della Madonna delle Grazie (1724). Su questa base egli perviene ad un reale rinnovamento della cultura figurativa modenese. Gli esiti di colto barocchetto da lui perseguiti gli guadagnano il favore della committenza privata, anche se la corte estense gli preferira' il piu' accademizzante Antonio Consetti. Il gusto per una forma arditamente ritagliata e per una stesura filante e smaterializzata, di lontana ascendenza reniana, restano le costanti della sua ricca produzione, che si esplica sia in pale da altare (in San Domenico, in San Biagio, in San Barnaba, in San Carlo e in altre chiese di Modena; in San Giorgio, in San Filippo e nel Duomo di Reggio, e ancora a Carpi, Finale, Formigine), sia in dipinti di soggetto profano (in palazzo Frosini e in palazzo Sabbatini, oltre che nel Palazzo Comunale di Modena). In quest'ultimo campo il suo capolavoro resta la decorazione con tele riportate su temi tratti dall'Iliade e dalla Gerusalemme liberata per il reggiano palazzo gia' Gabbi ora Tirelli (1739).
Gaspare Venturini Ferrara, documentato dal 1576 al 1593 Tra le ultime sorprese riserbateci dalla fervidissima officina ferrarese, l'avvistamento della garbata figura di Gaspare Venturini aggiunge nuovo brio alla situazione figurativa di fine '500. Insieme allo Scarsellino, ai giovani Carracci e ad altri artisti ancora sconosciuti, collabora, tra il finire degli anni '80 e l'inizio degli anni '90, ai soffitti del Palazzo dei Diamanti a Ferrara, l'ultima impresa decorativa patrocinata da Cesare d'Este prima della devoluzione di Ferrara (1598). Qui egli si segnala per la vivacita' neo-manierista che caratterizza anche i suoi dipinti sacri, come le disinvolte tele della chiesa della Madonnina o il Miracolo di Sant'Apollinare in San Cristoforo della Certosa a Ferrara.
|
|
|
||