La Nostra Banca

   La Cassa di Risparmio della    Provincia dell´Aquila, fondata nel    1859, fu la prima ad essere    istituita nell'Italia Meridionale. La    fine della monarchia dei Borboni    di Napoli e la conseguente    nascita del Regno d'Italia ne    rimandarono però l'apertura al    1862. Nei primi anni di vita    l´Istituto fu costretto ad operare    in un contesto economico locale    assai difficile, aggravato da una    lunga crisi dei mercati nazionali ed internazionali che durò sino agli inizi degli anni '80 dell'Ottocento. Superate le difficoltà iniziali, la Cassa di Risparmio approfittò della ripresa economica della provincia aquilana, trainata dallo sviluppo dell'agricoltura intensiva e dall´esportazione dei suoi prodotti, per consolidarsi ed acquisire la fiducia dei risparmiatori.
Gli ultimi decenni dell'Ottocento videro, contemporaneamente, la costruzione dell'attuale sede societaria - che divenne immediatamente un elemento caratterizzante del paesaggio urbano della città - e l'inizio di un forte periodo di recessione, che dette il via all'emigrazione oltreoceano di fine secolo. Nonostante ciò, la banca resse bene e con la ripresa economica dei primi anni del Novecento accentuò la sua vocazione di istituto a sostegno dello sviluppo del territorio. La prima guerra mondiale fece piombare l'Italia in una crisi economica senza precedenti che interessò l'intero sistema creditizio e, naturalmente, anche la Cassa. I risparmiatori si precipitarono a ritirare i loro depositi, crebbero a dismisura la pressione fiscale e l'inflazione che, uniti alla sottoscrizione del Prestito Nazionale di Guerra e all'aumento dei tassi di sconto, misero a dura prova la solidità patrimoniale dell'istituto.
La conclusione  del conflitto
aprì  la strada ad un periodo
di  straordinaria  espansione
della   banca,    iniziò    una
capillare   penetrazione  nel territorio    aquilano  -  che prosegue ancora oggi - con l'apertura di numerose filiali:
la  Cassa   divenne  così  la
vera e propria  banca  della provincia dell'Aquila.
Dopo la fine  della  seconda guerra  mondiale,   l'Istituto contribuì    con    successo,
grazie  ad  una  eccezionale liquidità,  alla   ricostruzione economica:    sostenne    le
finanze  degli  enti  locali, la ripresa  dell'agricoltura,  del commercio,  dell'industria  e dell'edilizia  e cercò, da una parte di attirare sempre di più i risparmi delle classi medio-piccole e, dall'altra, andò alla ricerca di nuove forme di investimento e di redditività.
Gli anni del boom economico degli anni '60, con la crescita dei consumi e del tenore di vita e con l'inizio di un fortissimo processo di industrializzazione e di meccanizzazione della società abruzzese in generale, comportarono una profonda ristrutturazione interna della banca per adattarla alle mutate esigenze del mercato e della clientela, con l'ambizioso traguardo di diventare l'ente finanziatore dell'intera economia provinciale. E' del 1955, infatti, la significativa proposta di mutare la ragione sociale dell'Istituto da "Cassa di Risparmio dell'Aquila" in "Cassa di Risparmio della Provincia dell'Aquila".Di pari passo aumentarono il personale e le dipendenze sul territorio, specialmente sulla piazza dell'Aquila, e nel 1984 venne aperta una filiale a Roma, alla quale fecero seguito altre due.
Nel 1992, l'ingresso dell'attuale "Banca di Roma" nel capitale sociale e la trasformazione in società per azioni - in linea con le nuove tendenze di concentrazione in atto nel sistema bancario italiano - hanno dato inizio ad una nuova era proseguita nel 1998 con l'ingresso nel suo capitale sociale de "La Fondiaria Assicurazioni" e nel 1999 con quello del "Gruppo Bancario Banca Popolare dell'Emilia Romagna".